INT. CORSO DI CINEMA – SERA // iscrizioni aperte

Workshop serale di scrittura, regia e produzione cinematografica con Mirko Locatelli e Giuditta Tarantelli

Workshop serale di scrittura, regia e produzione cinematografica con Mirko Locatelli e Giuditta Tarantelli // in diretta streaming

Le iscrizioni sono aperte fino al 10 giugno 2020

Un CORSO DI CINEMA, in INTERNO e in diretta streaming al calar del sole, perché quando scende la sera ci concentriamo meglio e siamo più disponibili al confronto.

L’obiettivo del Workshop è quello di fornire una panoramica sulle teorie e le tecniche relative alla scrittura, alla regia e alla produzione di un film, ma soprattutto di offrire un supporto concreto per lo sviluppo di un soggetto cinematografico e l’elaborazione di un dossier di produzione.

Il Workshop è strutturato in 2 Moduli: Atelier e Progetti. È possibile iscriversi solo all’Atelier oppure richiedere di proseguire con Progetti.
Le lezioni durano 2 ore e si svolgono una volta a settimana, il giovedì sera dalle 18.30.

Il regista Mirko Locatelli e la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli sono una coppia creativa che condivide il cinema e la vita, che poi sono un po’ la stessa cosa, in entrambi i casi si tratta di un racconto costellato di colpi di scena, ostacoli e ferite, nuovi obiettivi e illuminazioni, scontri a fuoco e risoluzioni.

Entreremo nella loro casa e con loro, nei 6 incontri del Modulo Atelier approfondiremo le tappe fondamentali del fare cinema, dall’idea per un soggetto fino alla produzione; gli incontri teorici saranno alternati con esercitazioni pratiche di scrittura e simulazioni utili ad apprendere i fondamenti per la definizione di un piano di regia e di produzione.

Nel Modulo Progetti ogni allievo elaborerà il proprio progetto personale, che svilupperà con il sostegno e i riscontri dei docenti. I singoli soggetti verranno condivisi e analizzati con il gruppo di partecipanti, in modo che il lavoro di ognuno possa incentivare la progressione del resto del gruppo.
Al termine del secondo Modulo per ogni allievo è previsto un incontro individuale con i docenti finalizzato a elaborare il dossier di sviluppo, uno strumento necessario per avviare il proprio progetto alle fasi successive.

Iscrizioni
Per informazioni e iscrizioni gli interessati sono pregati di inviare una richiesta a: corsi@officinafilm.com


Modulo 1
ATELIER

Iscrizioni aperte
scrivi a: corsi@officinafilm.com

6 incontri di 2 ore ogni giovedì
diretta streaming su Zoom.

Prossime date: dall’11 giugno al 16 luglio 2020

ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.30

Docenti: Mirko Locatelli e Giuditta Tarantelli

Per info: corsi@officinafilm.com

Modulo 2
PROGETTI

Riservato a 6 allievi che hanno già frequentato il Modulo Atelier

5 incontri di 2 ore ogni giovedì
+ 1 incontro individuale
diretta streaming su Zoom.

Prossime date: dal 23 luglio al 27 agosto 2020

ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.30

Docenti: Mirko Locatelli e Giuditta Tarantelli

Per info: corsi@officinafilm.com

I docenti

Mirko Locatelli e Giuditta Tarantelli iniziano a fare cinema con il nuovo millennio, lei come sceneggiatrice, lui regista, entrambi scrivono e producono. Nel 2008 esordiscono con il lungometraggio Il primo giorno d’inverno che partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia e che li porta in più di venti festival nel mondo. Nel 2013 partecipano alla fondazione della casa di produzione Strani Film, con cui producono il secondo film, I corpi estranei presentato in Concorso al Roma Film Festival; lo stesso anno ottengono il Premio Miglior regia al Pune International Film Festival e la nomination al Globo d’oro per la Miglior sceneggiatura.

Producono e distribuiscono I Cormorani, l’esordio di Fabio Bobbio, in concorso al prestigioso Visions du Réel di Nyon. Nel 2018 Isabelle, il loro terzo film, è presentato in anteprima mondiale al Festival di Montreal, dove ricevono il Premio per la Miglior Sceneggiatura.

A Trieste. Le soglie della narrazione. Sugli incipit dei film e delle serie

Il regista Mirko Locatelli interviene al 3° Convegno sulla sceneggiatura organizzato dal Premio Mattador e dal Dipartimento Studi Umanistici Università di Trieste.

Mercoledì 13 novembre
I Dialoghi di Mattador 3° Convegno sulla Sceneggiatura
Le soglie della narrazione. Sugli incipit dei film e delle serie
A cura di Fabrizio Borin e Massimiliano Spanu
Aula Magna del Dipartimento Studi Umanistici Università di Trieste – via Principe di Montfort, 3 – Trieste

A settembre Mirko Locatelli al Teatro Franco Parenti con un Laboratorio per attori e registi

La metamorfosi e il controllo: Laboratorio di recitazione cinematografica e direzione dell’attore condotto da Mirko Locatelli con la collaborazione di Giuditta Tarantelli

dal 13 al 15 Settembre 2019 a Milano, Teatro Franco Parenti

Un viaggio che coinvolgerà il corpo, la memoria e l’istinto, in un processo di ricerca teso a sperimentare alcune tecniche non solo ereditate dai più famosi teorici del metodo, ma riconducibili ai risultati ottenuti negli ultimi trent’anni da un gruppo ristretto di registi nel mondo.

  • Il laboratorio è rivolto a un gruppo selezionato di attori e studenti di recitazione.
  • Si svolge in 3 giornate da 6 ore l’una (dalle 11.00 alle 18.00 con 1 ora di pausa)
  • Gli attori interessati sono pregati di inviare una domanda di iscrizione, insieme a un cv entro domenica 1 settembre.
  • Aspiranti registi o studenti di teatro e cinema assisteranno come auditori.
Costi

Attori che partecipano attivamente al laboratorio > 180€
Auditori aspiranti registi o studenti di teatro e cinema > 60€

Info e biglietteria

Isabelle dal 29 novembre nei cinema con Strani Film e Mariposa Cinematografica

L’incontro tra una donna e un ragazzo, legati da un avvenimento che sconvolgerà le loro vite.

Il film “Isabelle” di Mirko Locatelli, per la sceneggiatura di Giuditta Tarantelli, sarà al cinema dal 29 novembre distribuito da Strani Film in collaborazione con Mariposa Cinematografica. Al centro della storia l’incontro tra una donna e un ragazzo, legati da un avvenimento che sconvolgerà le loro vite.

Nel cast l’attrice Ariane Ascaride (protagonista del film) e gli attori Robinson Stévenin, Lavinia Anselmi e per la prima volta sullo schermo Samuele Vessio per una produzione Strani Film e Agat Films & Cie (di Robert Guédiguian) con Rai Cinema e il sostegno del “Friuli Venezia Giulia Film Commission”.

Il film si è aggiudicato i seguenti premi: “Miglior Sceneggiatura” (Prix du Meilleur Scénario) alla 42/esima edizione del Montreal World Film Festival (unico film italiano selezionato in concorso) e “Miglior Attrice” al Cape Town International Film Market & Festival.

Sinossi

Isabelle è un’astronoma di origini francesi, vive in Italia in una grande casa immersa tra i vigneti sulle colline nei pressi di Trieste. Il sole splende sulla campagna, il mare a pochi chilometri si infrange sulla costa rocciosa, il paesaggio è un paradiso e come tutte le estati suo figlio Jérôme passerà qualche tempo con lei. Isabelle lo ama molto, è pronta a fare qualsiasi cosa per lui, ma l’incontro con Davide, un giovane che sta attraversando un momento di grande difficoltà, stravolgerà le loro vite e Isabelle dovrà compiere una scelta che porterà inevitabilmente a un epilogo doloroso.

 

ISABELLE in anteprima mondiale al Montreal World Film Festival

il nuovo film di Mirko Locatelli, con protagonista Ariane Ascaride, sarà presentato in anteprima mondiale nella sezione Concorso del Montreal World Film Festival.

ISABELLE, il nuovo film diretto da Mirko Locatelli (I corpi estranei, Il primo giorno d’inverno) e prodotto da Strani Film e Agat Film & Cie (di Robert Guédiguian) con Rai Cinema, è stato selezionato in concorso al Montreal World Film Festival, dove sarà presentato in anteprima mondiale.

Arrivato alla 42a edizione il Montreal World Film Festival si terrà nella città canadese dal 23 agosto al 3 settembre e ha come obiettivo quello di promuovere la diversità culturale e la comprensione tra i popoli, di far conoscere le cinematografie provenienti da tutti i continenti e contemporaneamente sviluppare il cinema di qualità e far conoscere nuovi autori e innovazioni della settima arte.

Segui Isabelle su:

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Hashtag #IsabelleFilm

 

Ripartiamo da qui

Un campo da tennis in un albergo polveroso, fermo nel tempo nell’entroterra friulano; un campo vuoto e un pallone lasciato in disparte, dopo quotidiane partite di calcio-tennis tra Alessandro e Matteo, rimbalzava male.

Riparto da qui, da uno spazio deserto, riprendo da dove ho lasciato, succede sempre: quando finisco di girare un film stremato dalla fatica mi soffermo su un’immagine, spesso rimango da solo nella location vuota, ancora allestita ma libera da tutte le persone che l’hanno occupata fino a pochi minuti prima. Resto in ascolto per qualche istante, come se quel tempo silenzioso servisse ad allentare la morsa del dolore, della fatica, come se in quel vuoto si potessero intravedere tutti i conflitti dei personaggi, la loro falsa memoria e il loro mondo solo ideale, e trovare un modo, più semplice e meno doloroso per dir loro arrivederci, per separarsi e passare oltre.

Dalla carta al set il cambiamento è un atto di inaudita violenza, un omicidio ai danni dei personaggi immaginati che facendosi carne iniziano a respirare, a desiderare, a sudare, a mostrare le debolezze e realizzi quali elementi abbiano in comune con loro, e arriva il tempo in cui togli e metti, accetti e rifiuti, ascolti e parli, odi e santifichi, durante le prove e le riprese, ridi, serio, fuori, dentro, rosso, nero, parla, zitto, immobile, cambia! Loro per te e tu per loro.

Dalla parzialità della scrittura passi a quella delle immagini e dei suoni, che sono quello che resta in fondo alla fine di tutto, una visione parziale da scolpire, ridefinire, equilibrare nel tempo di un autunno.

Questa volta non l’ho fatto, non mi sono fermato nella “casa” della protagonista, mancava il silenzio, così l’ho cercato fuori, ma anche in quel campo da tennis di un albergo che si preparava alla stagione dei ritorni, il silenzio era ancora solo un’idea; sul fondo, oltre il terrapieno erboso, una motosega tuonava forte e riempiva l’aria.

Chiedo a Giuditta di fermarsi un po’ lì, insieme, per ascoltare quel frastuono in silenzio.

“Bello, no? Per quella storia che stai scrivendo, un luogo tipo questo ma nella stagione sbagliata”.

“Bello, sì.”

Scattiamo un’istantanea, il tempo di veder emergere l’immagine e il rumore si fa sopportabile. E ripartiamo da qui.

“I Cormorani” e l’atto rivoluzionario

“Per aver riconosciuto ed accompagnato il talento, dando vita ad un’opera vera e curata in ogni passaggio della produzione. Dalla fotografia, al montaggio, alla postproduzione, I CORMORANI esprime tutto l’amore, il coraggio e la capacità produttiva di cui il cinema indipendente è capace.”

E’ la motivazione del Premio alla Miglior Produzione che l’AGPCI – Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti – ha assegnato a me, Giuditta Tarantelli e alla STRANI FILM per aver prodotto I Cormorani, l’opera prima di Fabio Bobbio.
E’ vero, è stato l’amore per il cinema e per tutti quegli autori alla ricerca di forme e linguaggi personali a spingermi a produrre I Cormorani, ad accompagnare Fabio Bobbio in questa bella e faticosa avventura; oltre ad essere un produttore sono un regista, per questo mi risulta semplice condividere la lotta per la libertà di esistere di certi film; il coraggio in alcuni momenti viene a mancare, per questo occorre una motivazione forte per decidere di farlo e portare la lotta fino in fondo.

 

 

Conosco Fabio dal 2003, abbiamo condiviso parecchio negli anni, lavorato spalla a spalla per Officina Film su vari progetti, scritti da me e Giuditta, che io ho diretto, fino all’esperienza del 2013, sul film I Corpi Estranei, dove Fabio è stato mio assistente e montatore.
Poi il suo progetto, ideato durante un periodo vissuto all’estero, dove si è formato e ha potuto lavorare con altri registi, confrontarsi e verificare metodi e forme nuove, fino a maturare la necessità di fare il suo primo film.
Fabio è arrivato da noi e ci ha presentato l’idea, voleva raccontare i luoghi della propria infanzia e aveva in testa un focus originale: lavorare sul contrasto tra il mito personale dell’adolescenza – ricordata da adulti in una versione romanzata e idealizzata – e l’esperienza reale vissuta sul campo da due adolescenti di oggi, in questo preciso momento storico, da due personaggi veri. Due adolescenti moderni che interpretano se stessi nel loro contesto territoriale, con i filtri dell’immaginario autobiografico, cinematografico e letterario dell’autore, tutto senza una vera e propria sceneggiatura.

C’era l’istinto, l’azzardo documentario, il desiderio di un regista di sperimentare e di confrontarsi con un linguaggio, ma soprattutto con le proprie origini, il proprio passato, e di compiere un balzo in avanti di oltre vent’anni, all’oggi, con un racconto non racconto di due adolescenti non ancora adolescenti, in un territorio che non è più quello di vent’anni prima, che si è trasformato ma che è rimasto lì ad aspettare.
Il punto attorno al quale ruota tutto però è che Fabio, dopo aver vissuto per sei anni all’estero, è tornato in Italia per fare il suo primo film, nel paese di campagna della sua infanzia; mentre molti autori migrano in Francia, Nord Europa e Stati Uniti e fanno “cinema italiano per corrispondenza” Fabio fa una scelta, di ristabilirsi qui e di fare un film con una produzione italiana, una scelta che ha il sapore di un atto rivoluzionario che io, Giuditta e Paolo di Strani Film, abbiamo deciso di sostenere.
Non eravamo spinti solo dall’amore, perché per appoggiare e sostenere un atto rivoluzionario occorre una buona dose di incoscienza mista a coraggio, capacità organizzative sì, ma anche molta determinazione.
Produrre un’opera prima è quasi sempre un atto rivoluzionario, dico quasi perché le rivoluzioni dovrebbero creare, anche se gradualmente, dei mutamenti nel modo di pensare, di vivere e vedere le cose, in contrasto con la tradizione. Deve essere un lento ma inesorabile cambiamento, film dopo film, un tassello alla volta, e quello di Fabio è uno di quei film che il loro tassello lo aggiungono.

Produco film anche per questo e amo pensare, con un po’ di presunzione, che stiamo facendo qualcosa di necessario, che non si esaurisce in un semplice progetto imprenditoriale, ma che, investendo sul talento e sulle idee, stiamo contribuendo al cambiamento e al rinnovamento culturale del nostro Paese.

Mirko Locatelli