“Se un uomo è morto, è morto. Non serve ucciderne un altro.”
Sithumini sgrana i suoi grandi occhi e sorride dopo aver affermato il suo pensiero, limpido ed elementare, sulla condanna a morte.
Mentre gli uomini discutono sui grandi temi dell’umanità e decidono cosa è giusto e cosa non lo è, i bambini osservano e giudicano: gli errori, le bugie, l’incoerenza e la mediocrità del mondo adulto.
Arimo! Un’espressione convenzionale, quasi una parola magica usata dai bambini durante i giochi per interrompere temporaneamente le regole a causa di piccoli contrattempi.
Una pausa che ci concediamo per ascoltare le parole di questi piccoli pensatori, una pausa che ci permette di riflettere sul significato che i più piccoli danno alle regole, e ascoltandoli ci si chiede quando e perché, ad un certo punto della vita, il rispetto dell’altro, delle differenze e dei diritti non saranno più così scontati.
Note di regia
In un Paese come il nostro, in questo preciso periodo storico, dove persino chi lo governa modifica le regole per interessi personali, dove anche la libertà d’informazione è ridotta all’osso, come si apprende dall’ultimo rapporto di Freedom House sulla libertà di stampa nel mondo, in cui l’Italia risulta essere l’unico Paese europeo retrocesso alla categoria dei Paesi con libertà di stampa «parziale», in un Paese come il nostro appunto ho sentito la necessità di tentare una piccola indagine, sul tema delle regole, sull’importanza che gli si dà, intervistando un gruppo di cittadini italiani tutti accomunati da una particolarità: i protagonisti hanno dai sei ai quattordici anni.
Mi sono chiesto: ma i bambini che idee hanno, quali regole mettono in primo piano nella loro vita? Si lasciano influenzare dagli adulti, dalla televisione o hanno un codice di comportamento innato, che ha lo scopo di preservare il mondo?
E ho scoperto che i bambini sembrano dare per scontata la convivenza civile, che sanno guardare gli adulti con occhio critico e sono rimasto meravigliato da una prima, fondamentale regola: tutti, nessuno escluso, hanno citato il rispetto dell'altro come legge fondamentale.
Poi mi sono spinto oltre e ho provato ad interrogarli sui grandi temi e mi hanno lasciato sbalordito per la limpidezza dei ragionamenti; quando stavo per scegliere di iniziare ad intervistare altri ragazzi più grandi di loro, con lo scopo di individuare il momento del cambiamento, il giro di boa che trasforma alcuni di loro in persone intolleranti, razziste o antidemocratiche, ho deciso di fermarmi e racchiudere in trenta minuti un racconto ottimista e promettente su quelli che saranno le donne e gli uomini del futuro.
Anno 2009
Durata 30 min.
Paese Italia
Formato DV / DIGIBETA
Regia Mirko Locatelli
Sceneggiatura Mirko Locatell, Giuditta Tarantelli
Produzione Officina Film
Distribuzione Italia Officina Film
Trailer
Festival e premi
Piccolo Grande Cinema, Fondazione Cineteca Italiana - Milano
Filmmaker Festival Internazionale di Cinema e Video, Milano Metropoli - Milano
Video Festival Imperia - Imperia - PREMIO MIGLIOR REGIA
Pentedattilo Film Festival - Reggio Calabria
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