Un treno sbagliato, un aereo sbagliato, una destinazione imprevista; pensavi di avere le valigie con gli strumenti giusti e un biglietto con una meta stabilita, ma ti ritrovi in un Paese sconosciuto, senza qualcuno che ti spieghi cosa occorre, che ti guidi in un percorso nuovo, inaspettato. Con questa metafora Maria ci ha descritto il momento in cui lei e Claudio hanno scoperto che Giulio, il loro bambino, non era proprio come se lo aspettavano; questa è stata la sensazione che hanno provato quando è stata comunicata loro la notizia: UNA DESTINAZIONE IMPREVISTA.
Note di regia
Abbiamo intervistato i genitori di quattro bambini con disabilità.
Quattro famiglie milanesi, quattro storie molto diverse, ma accomunate da un fatto straordinario, la nascita di un figlio. Perché è indubbio che l’arrivo di un bimbo sia di per sé un evento stravolgente.
Per questi genitori però la nascita di Alberto, di Giulio, di Matteo e l’arrivo di Tommaso ha avuto un esito ancor più imprevedibile: perché questi bambini “non erano riparabili”.
In tutte e quattro le storie abbiamo constatato come la prima comunicazione sia stata fredda, incompleta, tardiva; come si sia cercato, con internet, di sostituire il medico, nel tentativo di carpire quelle informazioni che venivano elargite in modo così parco. Prevalevano un forte senso di impotenza, di sfiducia, di solitudine.
Perché, come ci ha detto Claudio, quello che ti devono comunicare non è che qualcuno ti sta lasciando, che vi è una malattia incurabile, non è una ferita di fine; bensì una ferita d’inizio: da quel momento inizia un viaggio, difficile, faticoso, in cui si desidererebbe ricevere un sostegno, in cui non si vorrebbe tornare a casa e sentirsi soli, essere soli, dover riempire le maglie troppo lente di una rete fragile, a volte inesistente.
Anno 2010
Durata 40 min.
Paese Italia
Formato DV
Regia Mirko Locatelli
Sceneggiatura Mirko Locatell, Giuditta Tarantelli
Musiche Giovanni Sollima
Produzione Officina Film, L'abilità onlus
Distribuzione Italia Officina Film
Trailer
Perchè questo film
L’occasione per chiedere a Mirko Locatelli di realizzare un documentario di interviste con i genitori della nostra associazione nasce nel 2007 con il progetto “Problemi di comunicazione. Quando i medici parlano per la prima volta di disabilità ai genitori” realizzato in collaborazione con la Provincia di Milano.
Il progetto nasceva con due obiettivi: dare voce alle famiglie di bambini con disabilità e agli operatori sanitari. Due fronti opposti, antagonisti. Vittime e carnefici, per qualcuno.
Oppure, come abbiamo scoperto nel nostro viaggio, persone in difficoltà da entrambi i lati.
Perché fare una prima comunicazione di patologia è difficile. Tragico riceverla. Perché la prima comunicazione mette in gioco le emozioni profonde, il dolore e la rabbia, il senso di impotenza, la fragilità dell’essere umano, la vulnerabilità dell’uomo.
Nel documentario che presentiamo, rimontato rispetto alla versione realizzata per il progetto, il racconto delle famiglie è diretto, scarno nella sua verità.
Quattro storie molto diverse tra di loro ma profondamente uguali nelle emozioni di paura, di angoscia ma anche di una estrema lucidità di analisi.
Quatto racconti che nel delicato montaggio di Mirko Locatelli diventano capitoli di un’unica storia che si snoda tra l’amarezza e il sorriso, tra il rimpianto e la volontà di andare avanti nel proprio futuro.
Diverse le storie: malformazioni già diagnosticate in fase prenatale o del tutto inaspettate o, ancora, bambini nati apparentemente sani che poi, adottati, hanno rivelato gravi problemi intellettivi.
Angosce profondamente personali, che si sovrappongono a vissuti precedenti, nella comune speranza che il dolore non sia muto, che la solitudine non prevalga e che si trovi la forza di lottare ogni giorno per i diritti del proprio bambino, perché più debole di altri.
Non un atto di accusa ma una testimonianza di chi ha saputo riflettere su un dolore profondo, di chi si è trovato in una terra ignota, in un mondo estraneo e ha lentamente capito che in quel mondo si può sopravvivere e vivere, se si riesce a comunicare, se si trova una mano che ti aiuta, una persona che ti ascolta.
Qualcuno che getta un ponte: un ponte tra il genitore e il suo bambino, tra la famiglia e servizi, tra le famiglie.
Una testimonianza cara alla nostra associazione che vuole costruire ogni giorno questo ponte, fuori dal dolore, verso la speranza. Laura Borghetto - Presidente L’abilità onlus
Tutti i diritti riservati. Proprietá di Officina Film. P.I. 03546600960.
L´utilizzo del sito costituisce l´accettazione dei termini e condizioni d´uso e della legge sulla Privacy. I materiali presenti sul sito non possono essere venduti, commercializzati, ceduti. La copia, la manipolazione, la duplicazione o il trasferimento su qualsiasi mezzo strettamente vietato.