Una Residenza artistica a un giovane sceneggiatore del Premio Mattador

Il regista Mirko Locatelli e la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli alla Mostra del Cinema di Venezia con il Premio MATTADOR

Venerdì 3 settembre alle 13.00 all’Hotel Excelsior del Lido, nello Spazio della Regione del Veneto – Veneto Film Commission

Grazie a una nuova partnership con il Premio MATTADOR, da quest’anno il regista Mirko Locatelli e la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli di Strani Film, offrono una Residenza artistica per lo sviluppo del soggetto a un autore particolarmente meritevole: sei giorni sulle colline del Monferrato, accompagnato in un percorso di perfezionamento del proprio soggetto fino alla realizzazione di un dossier, strumento fondamentale per lo sviluppo del progetto filmico.

Venerdì 3 settembre alle 13.00 nello Spazio della Regione del Veneto – Veneto Film Commission alla Mostra del Cinema di Venezia, Locatelli e Tarantelli hanno consegnato il Premio a Emilia Garuti, 27 anni, di Reggio Emilia, per il soggetto “Grande come la rivoluzione”.

«Abbiamo cercato tra i migliori soggetti selezionati quello più affine al nostro sentire, con una visione poetica in cui poterci riconoscere, perché per accompagnare un autore, anche per una piccola parte del suo viaggio, occorre specchiarsi gli uni negli altri e trovare vicendevolmente un po’ di se stessi nella storia che si sta raccontando. Solo così pensiamo di poter dare un contributo utile ad un progetto che, pur trovando la sua forza nella dimensione intima e personale, è destinato a svilupparsi in una storia che sarà capace di rivolgersi ad un pubblico più ampio».

Workshop Residenziale di Sceneggiatura Cinematografica – nuova edizione!

Il regista Mirko Locatelli e la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli aprono le porte della loro casa in collina, dove organizzano tre giornate di studio con l’obiettivo di fornire una panoramica sulle teorie e le tecniche relative alla scrittura, ma soprattutto di offrire agli allievi un supporto concreto per la stesura di un soggetto cinematografico.

Un workshop sulle colline del Monferrato // 27, 28, 29 agosto 2021

Immersi in un paesaggio incantevole, le colline del Monferrato patrimonio UNESCO, cinque aspiranti sceneggiatori potranno vivere un’esperienza unica di formazione, scrittura e condivisione.

Si approfondiranno le tappe fondamentali della scrittura, alternando momenti teorici con esercitazioni pratiche e simulazioni utili ad apprendere i fondamenti per la definizione di una struttura solida sulla quale costruire una buona sceneggiatura.

Ogni allievo elaborerà il proprio progetto personale, che svilupperà con il sostegno e i riscontri dei docenti. I singoli lavori verranno condivisi e analizzati con il gruppo di partecipanti, in modo che il lavoro di ognuno possa incentivare la progressione del resto del gruppo.

I luoghi

Il workshop si svolgerà a Casorzo Monferrato (AT) da venerdì 27 a domenica 29 agosto. Per gli iscritti è previsto il pernottamento in camera singola, con prima colazione in B&B; si pranzerà con un picnic sull’erba nella pausa tra gli incontri mattutini e pomeridiani.

Come iscriversi

Per informazioni sui costi e sulle modalità di iscrizione

oppure invia una richiesta a: corsi@officinafilm.com

I docenti

Mirko Locatelli Giuditta Tarantelli iniziano a fare cinema con il nuovo millennio, lei come sceneggiatrice, lui regista, entrambi scrivono e producono. Nel 2008 esordiscono con il lungometraggio Il primo giorno d’inverno che partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia e che li porta a presentare il film in numerosi festival nel mondo. Nel 2013 partecipano alla fondazione della casa di produzione Strani Film, con cui producono il secondo film, I corpi estranei presentato in Concorso al Roma Film Festival; lo stesso anno ottengono il Premio Miglior regia al Pune International Film Festival e la nomination al Globo d’oro per la Miglior sceneggiatura. Nel 2016 producono e distribuiscono I Cormorani, l’esordio di Fabio Bobbio, in concorso al prestigioso Visions du Réel di Nyon. Nel 2018 Isabelle, il loro terzo film, è presentato in anteprima mondiale al Festival di Montreal, dove ricevono il Premio per la Miglior Sceneggiatura. Oggi sono impegnati nello sviluppo di un nuovo film.

Casting per il nuovo film di Locatelli

CASTING APERTO: attore dai 19 ai 24 anni
Mirko Locatelli è alla ricerca di un attore di circa vent’anni per il suo prossimo film, prodotto dalla Strani Film in sviluppo con Rai Cinema.
Stiamo raccogliendo le candidature via e-mail, cerchiamo esclusivamente un ragazzo dai 19 ai 24 anni, anche con piccole esperienze recitative o formative alle spalle.
Per partecipare alla selezione invia un’e-mail con il curriculum e una foto senza barba né baffi a casting@stranifilm.it

Tutte le candidature fuori target non potranno essere prese in considerazione e saranno eliminate

A Trieste. Le soglie della narrazione. Sugli incipit dei film e delle serie

Il regista Mirko Locatelli interviene al 3° Convegno sulla sceneggiatura organizzato dal Premio Mattador e dal Dipartimento Studi Umanistici Università di Trieste.

Mercoledì 13 novembre
I Dialoghi di Mattador 3° Convegno sulla Sceneggiatura
Le soglie della narrazione. Sugli incipit dei film e delle serie
A cura di Fabrizio Borin e Massimiliano Spanu
Aula Magna del Dipartimento Studi Umanistici Università di Trieste – via Principe di Montfort, 3 – Trieste

A settembre Mirko Locatelli al Teatro Franco Parenti con un Laboratorio per attori e registi

La metamorfosi e il controllo: Laboratorio di recitazione cinematografica e direzione dell’attore condotto da Mirko Locatelli con la collaborazione di Giuditta Tarantelli

dal 13 al 15 Settembre 2019 a Milano, Teatro Franco Parenti

Un viaggio che coinvolgerà il corpo, la memoria e l’istinto, in un processo di ricerca teso a sperimentare alcune tecniche non solo ereditate dai più famosi teorici del metodo, ma riconducibili ai risultati ottenuti negli ultimi trent’anni da un gruppo ristretto di registi nel mondo.

  • Il laboratorio è rivolto a un gruppo selezionato di attori e studenti di recitazione.
  • Si svolge in 3 giornate da 6 ore l’una (dalle 11.00 alle 18.00 con 1 ora di pausa)
  • Gli attori interessati sono pregati di inviare una domanda di iscrizione, insieme a un cv entro domenica 1 settembre.
  • Aspiranti registi o studenti di teatro e cinema assisteranno come auditori.
Info e biglietteria

corsi@officinafilm.com

Info Teatro Franco Parenti

Isabelle dal 29 novembre nei cinema con Strani Film e Mariposa Cinematografica

L’incontro tra una donna e un ragazzo, legati da un avvenimento che sconvolgerà le loro vite.

Il film “Isabelle” di Mirko Locatelli, per la sceneggiatura di Giuditta Tarantelli, sarà al cinema dal 29 novembre distribuito da Strani Film in collaborazione con Mariposa Cinematografica. Al centro della storia l’incontro tra una donna e un ragazzo, legati da un avvenimento che sconvolgerà le loro vite.

Nel cast l’attrice Ariane Ascaride (protagonista del film) e gli attori Robinson Stévenin, Lavinia Anselmi e per la prima volta sullo schermo Samuele Vessio per una produzione Strani Film e Agat Films & Cie (di Robert Guédiguian) con Rai Cinema e il sostegno del “Friuli Venezia Giulia Film Commission”.

Il film si è aggiudicato i seguenti premi: “Miglior Sceneggiatura” (Prix du Meilleur Scénario) alla 42/esima edizione del Montreal World Film Festival (unico film italiano selezionato in concorso) e “Miglior Attrice” al Cape Town International Film Market & Festival.

Sinossi

Isabelle è un’astronoma di origini francesi, vive in Italia in una grande casa immersa tra i vigneti sulle colline nei pressi di Trieste. Il sole splende sulla campagna, il mare a pochi chilometri si infrange sulla costa rocciosa, il paesaggio è un paradiso e come tutte le estati suo figlio Jérôme passerà qualche tempo con lei. Isabelle lo ama molto, è pronta a fare qualsiasi cosa per lui, ma l’incontro con Davide, un giovane che sta attraversando un momento di grande difficoltà, stravolgerà le loro vite e Isabelle dovrà compiere una scelta che porterà inevitabilmente a un epilogo doloroso.

 

ISABELLE in anteprima mondiale al Montreal World Film Festival

il nuovo film di Mirko Locatelli, con protagonista Ariane Ascaride, sarà presentato in anteprima mondiale nella sezione Concorso del Montreal World Film Festival.

ISABELLE, il nuovo film diretto da Mirko Locatelli (I corpi estranei, Il primo giorno d’inverno) e prodotto da Strani Film e Agat Film & Cie (di Robert Guédiguian) con Rai Cinema, è stato selezionato in concorso al Montreal World Film Festival, dove sarà presentato in anteprima mondiale.

Arrivato alla 42a edizione il Montreal World Film Festival si terrà nella città canadese dal 23 agosto al 3 settembre e ha come obiettivo quello di promuovere la diversità culturale e la comprensione tra i popoli, di far conoscere le cinematografie provenienti da tutti i continenti e contemporaneamente sviluppare il cinema di qualità e far conoscere nuovi autori e innovazioni della settima arte.

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Hashtag #IsabelleFilm

 

Ripartiamo da qui

Un campo da tennis in un albergo polveroso, fermo nel tempo nell’entroterra friulano; un campo vuoto e un pallone lasciato in disparte, dopo quotidiane partite di calcio-tennis tra Alessandro e Matteo, rimbalzava male.

Riparto da qui, da uno spazio deserto, riprendo da dove ho lasciato, succede sempre: quando finisco di girare un film stremato dalla fatica mi soffermo su un’immagine, spesso rimango da solo nella location vuota, ancora allestita ma libera da tutte le persone che l’hanno occupata fino a pochi minuti prima. Resto in ascolto per qualche istante, come se quel tempo silenzioso servisse ad allentare la morsa del dolore, della fatica, come se in quel vuoto si potessero intravedere tutti i conflitti dei personaggi, la loro falsa memoria e il loro mondo solo ideale, e trovare un modo, più semplice e meno doloroso per dir loro arrivederci, per separarsi e passare oltre.

Dalla carta al set il cambiamento è un atto di inaudita violenza, un omicidio ai danni dei personaggi immaginati che facendosi carne iniziano a respirare, a desiderare, a sudare, a mostrare le debolezze e realizzi quali elementi abbiano in comune con loro, e arriva il tempo in cui togli e metti, accetti e rifiuti, ascolti e parli, odi e santifichi, durante le prove e le riprese, ridi, serio, fuori, dentro, rosso, nero, parla, zitto, immobile, cambia! Loro per te e tu per loro.

Dalla parzialità della scrittura passi a quella delle immagini e dei suoni, che sono quello che resta in fondo alla fine di tutto, una visione parziale da scolpire, ridefinire, equilibrare nel tempo di un autunno.

Questa volta non l’ho fatto, non mi sono fermato nella “casa” della protagonista, mancava il silenzio, così l’ho cercato fuori, ma anche in quel campo da tennis di un albergo che si preparava alla stagione dei ritorni, il silenzio era ancora solo un’idea; sul fondo, oltre il terrapieno erboso, una motosega tuonava forte e riempiva l’aria.

Chiedo a Giuditta di fermarsi un po’ lì, insieme, per ascoltare quel frastuono in silenzio.

“Bello, no? Per quella storia che stai scrivendo, un luogo tipo questo ma nella stagione sbagliata”.

“Bello, sì.”

Scattiamo un’istantanea, il tempo di veder emergere l’immagine e il rumore si fa sopportabile. E ripartiamo da qui.

“I Cormorani” e l’atto rivoluzionario

“Per aver riconosciuto ed accompagnato il talento, dando vita ad un’opera vera e curata in ogni passaggio della produzione. Dalla fotografia, al montaggio, alla postproduzione, I CORMORANI esprime tutto l’amore, il coraggio e la capacità produttiva di cui il cinema indipendente è capace.”

E’ la motivazione del Premio alla Miglior Produzione che l’AGPCI – Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti – ha assegnato a me, Giuditta Tarantelli e alla STRANI FILM per aver prodotto I Cormorani, l’opera prima di Fabio Bobbio.
E’ vero, è stato l’amore per il cinema e per tutti quegli autori alla ricerca di forme e linguaggi personali a spingermi a produrre I Cormorani, ad accompagnare Fabio Bobbio in questa bella e faticosa avventura; oltre ad essere un produttore sono un regista, per questo mi risulta semplice condividere la lotta per la libertà di esistere di certi film; il coraggio in alcuni momenti viene a mancare, per questo occorre una motivazione forte per decidere di farlo e portare la lotta fino in fondo.

 

 

Conosco Fabio dal 2003, abbiamo condiviso parecchio negli anni, lavorato spalla a spalla per Officina Film su vari progetti, scritti da me e Giuditta, che io ho diretto, fino all’esperienza del 2013, sul film I Corpi Estranei, dove Fabio è stato mio assistente e montatore.
Poi il suo progetto, ideato durante un periodo vissuto all’estero, dove si è formato e ha potuto lavorare con altri registi, confrontarsi e verificare metodi e forme nuove, fino a maturare la necessità di fare il suo primo film.
Fabio è arrivato da noi e ci ha presentato l’idea, voleva raccontare i luoghi della propria infanzia e aveva in testa un focus originale: lavorare sul contrasto tra il mito personale dell’adolescenza – ricordata da adulti in una versione romanzata e idealizzata – e l’esperienza reale vissuta sul campo da due adolescenti di oggi, in questo preciso momento storico, da due personaggi veri. Due adolescenti moderni che interpretano se stessi nel loro contesto territoriale, con i filtri dell’immaginario autobiografico, cinematografico e letterario dell’autore, tutto senza una vera e propria sceneggiatura.

C’era l’istinto, l’azzardo documentario, il desiderio di un regista di sperimentare e di confrontarsi con un linguaggio, ma soprattutto con le proprie origini, il proprio passato, e di compiere un balzo in avanti di oltre vent’anni, all’oggi, con un racconto non racconto di due adolescenti non ancora adolescenti, in un territorio che non è più quello di vent’anni prima, che si è trasformato ma che è rimasto lì ad aspettare.
Il punto attorno al quale ruota tutto però è che Fabio, dopo aver vissuto per sei anni all’estero, è tornato in Italia per fare il suo primo film, nel paese di campagna della sua infanzia; mentre molti autori migrano in Francia, Nord Europa e Stati Uniti e fanno “cinema italiano per corrispondenza” Fabio fa una scelta, di ristabilirsi qui e di fare un film con una produzione italiana, una scelta che ha il sapore di un atto rivoluzionario che io, Giuditta e Paolo di Strani Film, abbiamo deciso di sostenere.
Non eravamo spinti solo dall’amore, perché per appoggiare e sostenere un atto rivoluzionario occorre una buona dose di incoscienza mista a coraggio, capacità organizzative sì, ma anche molta determinazione.
Produrre un’opera prima è quasi sempre un atto rivoluzionario, dico quasi perché le rivoluzioni dovrebbero creare, anche se gradualmente, dei mutamenti nel modo di pensare, di vivere e vedere le cose, in contrasto con la tradizione. Deve essere un lento ma inesorabile cambiamento, film dopo film, un tassello alla volta, e quello di Fabio è uno di quei film che il loro tassello lo aggiungono.

Produco film anche per questo e amo pensare, con un po’ di presunzione, che stiamo facendo qualcosa di necessario, che non si esaurisce in un semplice progetto imprenditoriale, ma che, investendo sul talento e sulle idee, stiamo contribuendo al cambiamento e al rinnovamento culturale del nostro Paese.

Mirko Locatelli